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    Capranica

    "Intorno al Lago di Vico"
    By Giasone 5 anni agoNo Comments
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    Capranica_-_Panorama

    La storia

    La leggenda ci ricorda che nell’VIII secolo alcuni caprari, fuoriusciti dal vicino villaggio di Vico Matrino, scelsero il sito per la sua bellezza, sicurezza e salubrità. Inizialmente la chiamarono Capralica da Caprae ilex (Elce delle Capre), divenuta, in seguito, Capranica, sembra a causa di un capraro di nome Nica. I primi insediamenti sul territorio dell’attuale Capranica risalgono all’epoca etrusca, Capranica03ma le prime notizie certe si collocano intono al 1050. Fino al 1300 Capranica è posta, come i comuni limitrofi, sotto la giurisdizione del convento sutrino dei SS.Cosma e Damiano. Nel 1305 fa la sua apparizione nel borgo la famiglia Anguillara, che ne farà uno dei più importanti dell’epoca. In quel periodo e in seguito, soprattutto sotto il conte Everso, Capranica espanderà la sua influenza sui territori circostanti e verrà coinvolta nella guerra che i conti combatterono contro i Prefetti di Vico per tutto il XIV secolo. L’ultimo conte degno di nota è appunto Everso che, nel 1435, combatterà a fianco di Papa Eugenio IV per cacciare l’ultimo prefetto Giacomo
    di Vico ed i suoi due figli Menelao e Securanza. Il 31 agosto 1435 con la battaglia di Vetralla il Vitelleschi sbaraglia i Prefetti di Vico distruggendo ogni rimanenza del potere di questa grande famiglia di origine germanica. L’ultimo dei Prefetti verrà decapitato a Soriano il 28 settembre 1435. Nel 1465 i successori di Everso, Deifobo e Francesco, venuti alle armi con Papa Paolo II provocarono la sollevazione di Capranica e dei borghi controllati e, in seguito, la caduta degli Anguillara il 7 luglio 1465. Papa Paolo II, dopo aver scaricato il castello facendo rimanere solo una torre, donerà a Capranica un cardinale governatore che farà del borgo il capoluogo del governatorato. Per un certo periodo di tempo il governatorato avrà la stessa ampiezza territoriale dei domini anguillareschi. Sotto i cardinali-governatori il paese venne ampliato e, soprattutto prima del 1700, vi furono costruiti i palazzi più importanti. Nel 1831 Papa Leone XII tolse a Capranica il titolo di capoluogo. Dopo l’Unità d’Italia il paese seguì le vicende dell’intera provincia. Durante la Seconda guerra mondiale fu più volte colpita dalle bombe; soprattutto lo scalo principale venne preso di mira dai bombardamenti.
    Lo stemma araldico del comune reca la capra, il monte e il sole.
    Un tempo il comune era sede della produzione del Chinotto Neri, oggi trasferita a Buccino, in provincia di Salerno.

    Capranica02

     

    Monumenti e luoghi d’interesse

    • Chiesa della Madonna del Piano; venne eretta tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIV secolo nell’omonima località del Piano, appena fuori le mura cittadine, su disegno del Vignola. La chiesa e parte del convento  vennero interessati nel 1632 da un rovinoso crollo, a cui seguì un’immediata ricostruzione, che però offuscò in parte la purezza delle architetture del Vignola.
    • Castello degli Anguillara e Torrione dell’Orologio.
    • Palazzo Accoramboni (XVII secolo – sede del Comune).

    Festa patronale di S. Terenziano

    Capranica, festeggia il suo Patrono San Terenziano la prima domenica del mese di settembre, anche se in verità la festività liturgica, ricordo della morte e martirio, è riconducibile al giorno 1 dello stesso mese.
    La tradizione vuole che la sera che precede la festa patronale, dall’abitato di Capranica ci si rechi presso la chiesetta rurale dedicata al Santo, percorrendo rigorosamente a piedi il buio tragitto che per l’occasione è illuminato da fiaccole e lanterne. La serata, dopo una breve funzione religiosa, trascorre con intrattenimenti vari, banda musicale, globo aerostatico. Caratteristica era l’usanza, ormai da vari anni abbandonata, che voleva che il raduno terminasse con una collettiva e festosa mangiata di anguria nel piazzale terroso antistante la chiesa, affettata e distribuita a volontà tra i presenti.
    Il giorno della festa il busto del Santo, ai lati dCapranica00el quale trovano sistemazione due pregevoli e proporzionati reliquiari d’argento a forma di braccia che gli fanno assumere un aspetto benedicente, è collocato su di un’antica macchina processionale a raggera dorata ed angeli lignei. Al suono della banda musicale percorre le vie del paese, accompagnato dai numerosi confratelli dell’omonimo sodalizio religioso che indossano veste verde, mantellina rossa e cordone, per raggiungere la chiesetta rurale situata sul monte a lui dedicato, salutato nel suo percorso da un fragoroso sparo e il suono di campane.

     

    Processione delle cocciarelle

    Analogo evento processionale (per i capranichesi detta “processione delle cocciarelle”, in quanto nei tempi trascorsi si radunavano lungo il percorso venditori di piccoli prodotti artigianali in coccio e terracotta) avviene la sera dell’otto settembre di ogni anno, giorno questo dedicato alla commemorazione della nascita della Madonna. In tale occasione il Santo Patrono è trasportato presso il piazzale antistante la chiesa della Madonna del Piano, situata subito fuori dell’abitato, al cui interno è conservato un affresco attribuibile al pittore Francesco Cozza che raffigura la ricorrenza mariana. Per l’occasione la facciata della chiesa, pregevole opera dell’architetto Jacopo Barozzi, detto Il Vignola, è tradizionalmente illuminata da una moltitudine di candele e lumini sistemati ad evidenziarne i caratteri architettonici principali che, compliceCapranica01 l’oscurità serale del periodo, creano già da lontano e con l’avvicinarsi della processione, un artistico gioco di luce che aggiunge fascino e suggestione alla celebrazione.

    Madonna delle Grazie

    A Capranica, da oltre due secoli, la seconda domenica del mese di maggio di ogni anno si svolgono i festeggiamenti in onore della “Madonna delle Grazie”, i quali culminano in una solenne processione.
    L’antica statua della Madonna con in braccio il bambino Gesù, vestita con abito di stoffe preziose finemente ricamate e manto celeste trapunto di stelle, posta su di una antica ed artistica macchina processionale, percorre le vie del paese. Accompagnata dai numerosi confratelli dell’omonimo sodalizio religioso con veste bianca, mozzetta celeste e cordone, che le fanno ala, raggiunge la chiesetta rurale a Lei dedicata, situata a valle dell’abitato.
    Terminato il suggestivo trasporto, la statua è collocata per l’intero mese di maggio sull’altare maggiore della chiesa di S. Maria Assunta, dove era esposta già dalla sera che precede la festa, solennemente addobbato, all’adorazione della popolazione.

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