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    Diario di viaggio

    By Giasone 4 mesi agoNo Comments
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    “Questa è una raccolta di simpatici componimenti

    che riassumono i momenti più significativi

     dei 5 giorni trascorsi all’Isola d’Elba

    dal #team2 del Progetto Giasone…

    Buona lettura!”

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    09/03/2018

    Tutti in treno pronti a partire

    che la musica si deve sentire.

    Alle 9 ci eravamo incontrati,

    sembravamo un gruppo di scalmanati.

    Occhiali da sole multicolore,

    non riuscivamo ad essere di cattivo umore.

    Giunti in traghetto

    e fatto un balletto

    il vento soffiava,

    l’adrenalina si alzava…

    sembrava tutto perfetto.

    Patatine fritte senz’olio avevamo incontrato

    e al cuoco avevamo domandato:

    “Fritte senza olio? Ci sembra difficile!”

    “Ragazzi vi sbagliate: qui all’Elba niente è impossibile!”

    A Marina di Campo un’accoglienza incredibile

    e una spiaggia dalla vista imperdibile.

    Un altro problema si era poi creato:

    una giornalista straccia-ca**i avevamo sopportato.

    “Uno, uno, uno…”

    In realtà non l’ascoltava nessuno!

    Vogliamo parlare della cena? Così buona

    Che dell’attesa ne era valsa la pena!

    Le stelle brillavano e nel caos generale,

    tutti insieme ci eravamo messi a ballare.

    Musulmane per un’ora…

    “Salam” signora!

    Tutti a letto a dormire,

    preoccupati per l’avvenire…

     

     

    10/03/2018

    Alle 6.30 Il giorno seguente

    Il risveglio era stato sconvolgente.

    Con Caro e Nico abbiam “colazionato”

    con Sandro e Marisa poi tutto era cominciato.

    Diretti verso Rio nell’Elba, ci preoccupava la situazione

    poiché temevamo un bell’acquazzone.

    3 ore di riprese e intervista…

    Mannaggia alla giornalista!

    Ci incamminammo per il tortuoso sentiero,

    e la nebbia ci offuscava il pensiero.

    Salivamo, salivamo…

    Ma più proseguivamo per la salita

    e più la vetta sembrava infinita.

    Dopo tanta fatica arrivammo al monte tanto ambito

    detto Buca del Bandito.

    L’entusiasmo non era mai venuto a mancare

    nonostante i problemi si continuassero a presentare.

    Povere le scarpe di Gabbo…

    A Capoliveri si erano arrese…

    ma noi con lo scotch le avevamo riprese!

    Ritorno all’hotel: ci eravamo lavati in fretta

    qualcuno gridò: “L’uscita al paesino ci aspetta!”

    La cena era così squisita

    che la fame era del tutto svanita…

    Si concluse così il primo giorno di escursione

    il secondo fu tutta confusione…

     

     

     

     

     

    11/03/2018

    Alle 8 giù per fare colazione

    mentre intanto si pensava all’escursione…

    “Che facciamo?”

    “Sfidiamo il brutto tempo e andiamo?”

    “O troviamo un’alternativa e ci divertiamo?”

    Così, avevamo deciso di visitare le Miniere,

    con Nico e la giornalista Caro

    “Sì! Gliela faremo bere!”

    Tutti pronti per entrare…

    “Ma attenti!

    Prima i caschetti:

    il pericolo è da evitare!”

    Queste sono le miniere di Capoliveri

    che purtroppo ebbero molti cadaveri…

    Un tempo si estraevano materiali,

    per opera di quei lavoratori, davvero eccezionali!

    “Si mozzavano le dita per avere un po’ di denaro in più.”

    ci diceva la guida, mentre noi andavamo sempre più giù.

    Torce in testa perché dentro era tutto buio.

    Pipì di pipistrello??

    L’immaginazione aveva raggiunto un alto livello!

    Museo delle miniere, hotel… e dopo aver pranzato

    Masha e Orso a una sorpresa avevano accennato.

    Zaini in spalla ed escursione improvvisata per ammirare dal faro il tramonto…

    E intanto del tempo che passava non ci rendevamo conto!

    Come dei veri avventurieri avevamo fatto anche la notturna,

    perché ovviamente, non ci bastava la diurna!

    Tornando in paese cantavamo di qua e di là

    “Il pompiere paura non ne ha!”

    Come al solito, cena deliziosa e doccia calda…

    Domani si va verso la vetta più alta!

    12/03/2018

    In piedi alle 7.00,

    “Quattro caffè e si va!”

    Marciana ci aspettava e con i pullman andavamo di qua e di là…

    Alla cima del monte dovevamo arrivare

    ma già dopo poco ci sentivamo crollare!

    “Qui inizia l’Inferno!” ci avevano detto

    e con gli zaini in spalla avevamo riso di petto.

    Per noi niente è impossibile, questo è scontato,

    così frutta secca avevamo trangugiato.

    Come i sette nani eravamo tutti in fila

    e di passi ne avevamo fatti quasi centomila!

    “Andiam, andiam, andiam al Monte Capanne

    Ma prima, per arrivarci, dobbiamo tirar fuori le zanne!”

    La vista era proprio da mozzare il fiato

    e lo spettacolo avevamo adorato.

    Pipì vista Corsica era la nostra priorità

    e il nostro sogno avevamo coronato con estrema abilità!

    Dalla cima del monte, tutto il mondo sembrava nelle nostre mani,

    superavamo persino i bianchi aeroplani.

    La discesa era stata stancante, ma soddisfacente

    e tutti insieme cantavamo allegramente!

    Dopo la buonissima cena,

    ognuno di noi sembrava pieno come una balena.

    Sotto le docce ci eravamo rilassati

    E nell’acqua calda eravamo quasi affogati!

    “Tutti al paesino!” aveva detto qualcuno,

    così quella notte avevamo deciso di sfidare persino Nettuno!

    Dopo un bagno gelato al mare

    Il mitico Cola avevamo iniziato ad acclamare!

    “Buonanotte ragazzi, Domani si parte.

    Mi raccomando per il treno ricordate le carte!”

    13/03/2018

    L’ultimo giorno purtroppo era arrivato,

    ma del sonno in più ci aveva regalato.

    La notte prima i bagagli avevamo preparato:

    per fortuna niente avevamo dimenticato!

    Per Piccolo Hotel Versilia dediche a volontà

    ringraziando per tutto, ma soprattutto per le bontà!

    Pronti per l’ultima avventura

    ci incamminammo verso l’ultima altura.

    Arrivati a destinazione,

    ecco l’illuminazione:

    la go-pro di Carolina era rimasta giù a Marina!

    ahi, ahi ahi che distrazione!

    ma Christian risolse subito la situazione.

    Anche le scarpe di Sara si erano stancate,

    così avevano deciso che si sarebbero staccate!

    Arrivati sulla Tavola,

    scoprimmo una vista da favola.

    Scendendo giù dal monte

    eravamo arrivati a Pomonte.

    Il mare era una meraviglia,

    ma di andare via… nessuna voglia.

    Con tanta amarezza eravamo costretti a tornare,

    anche se per un pelo rischiavamo di tardare!

    Perdere il traghetto a Portoferraio, era il nostro obiettivo,

    ma era chiaro fosse illusivo.

    Tutti quanti ci rattristammo

    e con dispiacere ci imbarcammo.

     

     

     

    Tutti fermi alla stazione…

    “Ci vediamo a lezione!”

    Masha era scesa alla fermata precedente,

    mentre Orso salutammo tristemente.

    No panic però!

    “Ci rivedremo sicuramente, o no?”

    Sveglia mattutina…

    Purtroppo, non siamo più a Marina!

    Zaini in spalla, verso la metro

    Invece che andare a scuola, vogliamo tornare indietro.

    Sì, Roma mantiene sempre la sua magia,

    ma noi l’Elba continuiamo a ricordare con tanta nostalgia!

     

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