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    28 aprile 2019 0
    Approfondimenti Isola d'Elba team 1

    Il turismo all’Isola d’Elba

    28 aprile 2019
    Anche se il turismo all’Isola d’Elba è un fenomeno abbastanza recente ed i primi flussi consistenti si possono far risalire agli anni cinquanta, non mancano tuttavia personaggi illustri che fin dall’inizio del secolo scoprirono le bellezze naturali dell’Isola, le virtù salutari delle acque del Poggio, la trasparenza del mare e la luminosità dell’aria. Il richiamo turistico più importante agli inizi del secolo era il ricordo del breve regno napoleonico: i primi francesi ed inglesi calarono infatti sull’Isola per visitare i luoghi di soggiorno di Napoleone. Non era facile raggiungere l’Elba ed erano poche le persone in grado di dare informazioni precise sulla posizione geografica dell’ isola. Oggi la situazione è molto cambiata e non solo in Italia, ma in tutta Europa l’Isola d’Elba è ben conosciuta. Dopo la seconda guerra mondiale, iniziarono i progetti di sviluppo turistico come quello elaborato da ingegneri milanesi che tendeva a valorizzare le zone “desertiche” della Biodola e di Lacona con insediamenti a carattere ricettivo; i primi campeggiatori e pionieri del turismo elbano furono portati a Marina di Campo dal Touring club. Da cinque alberghi con duecentosessantasei posti letto siamo passati a centoottantatre alberghi che possono ospitare diecimila persone, ci sono ventisei campeggi, case per ferie, villaggi turistici, centinaia di ville vengono affittate ai turisti. Certo il volto dell’Isola si è trasformato, sono mutate le sue risorse ed è giusto così. Anche se qualcuno continua a rimpiangere l’Elba com’era. Il vero “iniziatore” del turismo elbano è il capitano Ottorino Bartolini, reduce di otto anni di prigionia in seguito alla guerra in India. L’Elba, già poverissima prima della guerra, è stata occupata, bombardata, distrutta! Le miniere, la pesca, l’agricoltura sono le uniche risorse. Il Capitano Bartolini ha avuto in eredità dai genitori i terreni più scomodi da coltivare: lontani dal paese e poco adatti alle colture perchè vicini al mare, proprio sulla spiaggia di Naregno! E negli anni 50 dà vita così, insieme alla sorella, alla Pensione Le Acacie, nella casetta sul mare! Sono gli anni cinquanta! All’ epoca a Noregno non vi erano luce, acqua e strade. Per ovviare a tali carenze il Capitano Bartolini si cimentò nella creazioni di pozzi strade e generatori elettrici. Queste migliorie incrementarono l’afflusso turistico,a partire dai tedeschi i quali giunti a Naregno  per le immersioni subacquee portarono risorse economiche. Il personale che lavora in albergo è tutto capoliverese: generazioni di paesani hanno trovato un reddito sicuro lavorando a Le Acacie! Il Capitano intuisce, con spirito veramente precursore sui tempi,  che non basta avere  sole e mare, bisogna offrire proposte turistiche specializzate: viene costruito un campo da tennis, una grande piscina; La “Pensione Le Acacie” è diventata il “Complesso turistico sportivo balneare Le Acacie”!  Altri alberghi intanto sono sorti e l’Elba è diventata una meta turistica! Sono gli anni settanta! Nuove generazioni della famiglia Bartolini affiancano il capostipite nella conduzione dell’azienda: hanno fatto studi specialistici nel settore del management alberghiero.
    Diario di viaggio Isola d'Elba team 1

    Diario di Viaggio

    6 febbraio 2019
    10/02 Giorno 1 Sveglia militare. Tutti giù dal letto!! I venti avventurieri si dirigono con passo incalzante verso la colazione. Terribile notizia: niente cornetti al cioccolato, solo quella fottutissima marmellata!!! Nel primo vespro i venti eroi si dirigono, intonando canti di guerra, verso le trincee di Porto Azzurro. Il carro armato non può più proseguire, i soldati si devono dirigere di corsa verso il campo a piedi. Subentrano prime difficoltà: pozzanghere vorticose che cercano di impedire l’accesso al valico. Solo grazie al coraggio e la forza d’animo, i nostri eroi superano l’ostacolo. All’inizio sembra facile, il prode Daniele guida i suoi compagni, con la forza del tabacco e il calore del whisky. La pendenza aumenta, i piedi diventano pesanti, appare sul cammin di nostra vita il generale Cragnatti, creduto fino a quel momento solo una leggenda. Comandano la retroguardia il maggiore Carolina e il sergente Nicola che spronano i soldati al grido di:”Sacchi di patate moveteve.” Il sentiero si fa duro e le risorse sono sul punto di finire. Le salite raggiungono pendenze spaventose e le discese sembrano sprofondare nell’Ade: si sentono i primi segni di cedimento! Ad un tratto si eleva una montagna di dimensioni ciclopiche: i nostri eroi devono iniziare la scalata. Dopo tante fatiche, sudore, sofferenza si intravede una luce di speranza: il mezzo del Mezzo. Una corsa disperata fino a valle alla vista del miracolo: erano arrivati!!! Giunti in caserma i morti di fame dopo una doccia gelida si avventano sul pasto frugale con ira famelica. I nostri eroi hanno vinto la prima battaglia di una lunga guerra…       1/02 Giorno 2 Solita sveglia traumatica, solita fottutissima marmellata!!! I commilitoni hanno conquistato un avamposto ieri, ora continuano la conquista dell’isola. Non vi è traccia del nemico all’orizzonte, quindi il carro armato Sandrokan può procedere fino all’accampamento conquistato nel giorno precedente. Vinte le paure, i prodi guerrieri, dall’animo intraprendente, si incamminano lungo uno stretto percorso fino alle coste minate di Marina di Campo. Lungo l’itinerarium potestam in Mezzum, i soldati si imbattono in un gruppo di contrabbandieri di marijuana in bicicletta, che rilasciano informazioni errate agli eroi. Dopo aver superato due intrepide salite, gli uomini scorgono delle trincee scavate dal nemico, bisogna stare in allerta!!! Manca poco, ma la retta via è ostacolata dai rivali, perciò i nostri soldati devono allungare il percorso. Si sentono le prime imprecazioni, il soldato Antosnella sembra cedere, la costa sembra allontanarsi sempre di più. Ma nei momenti di difficoltà l’addestramento si fa sentire e gli eroi superano l’ultima discesa. Raggiunto il litorale e conquistato l’obiettivo, i soldati si accasciano sulla spiaggia. I guerrieri cominciano ad esercitarsi con tecniche di judo sulla sabbia fine, il campione indiscusso Cragnatti viene sconfitto con sorpresa dal Profeta e da Matt Leonf, perdendo così il comando. I commilitoni ritornano in caserma; dopo un pasto caldo si ritirano sotto le lenzuola per affrontare l’ultima avventura…la battaglia a Pomonte!!!         12/02 Giorno 3 Continua il viaggio dei nostri eroi. La marmellata ha definitivamente