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    Progetto Giasone

    Nuovi Percorsi per giovani Europei.
    Un'iniziativa promossa dal liceo scientifico statale Talete di Roma.

    Diario di Viaggio

    13 aprile 2018
    Giorno Primo Martedì 27 Dicembre   Appuntamento per tutti alle 08:00 del mattino alla stazione di Lepanto. Tutti tranne Marta, che è comodamente arrivata alle 08:15. Arrivati a Termini, in ritardo a causa di Marta, c’è giusto il tempo di comprare un panino. In banchina abbiamo aspettato dieci minuti un treno sbagliato fino a quando abbiamo visto gente correre e abbiamo capito che qualcosa non andava. Il viaggio in treno è stato accattivante. Davide e Marta hanno rispettato i loro obblighi di lettura, leggendo ben quasi una pagina ciascuno. Arriviamo a Castel Gandolfo dopo mezz’ora di viaggio. La stazione affollata: oltre a noi ci sono ben due suore che si facevano i selfie. Dopo una prima scarpinata per arrivare in paese, giungiamo nella piazza principale. La prima tappa è il Palazzo Pontificio, che però è chiuso. Riusciamo comunque a visitare la Pontificia Collegiata di San Tommaso da Villanova e il relativo presepe. È già ora di incamminarsi; scendiamo verso il lago di Albano e ci perdiamo due volte. Comincia il giro del Lago. Incontriamo quasi subito un edificio abbandonato utilizzato durante le olimpiadi per osservare le gare di canottaggio sul lago di Albano. Continuiamo il giro lungo il periplo del lago fino alla Chiesa della Madonna del Lago, chiusa anch’essa. Il giro continua alla ricerca di un bel posto dove mangiare. Continuando senza sosta arriviamo ad un bivio; scegliamo di girare a sinistra ma un operaio ci ha detto che se avessimo continuato avremmo sicuramente trovato la morte, motivo per cui scegliamo di tornare indietro e proseguire in un’altra direzione. Il sentiero che cercavamo era abbastanza nascosto, motivo per cui l’abbiamo superato abbondantemente. Comincia la salita, una bella salita in cui Marta è sul punto di svenire più volte. Arrivati finalmente a Montegentile andiamo a fare la spesa, compriamo un chilo di affettati è tutto il pane in cassetta che è rimasto. Sulla strada del ritorno un autista di autobus ha pietà di noi e ci offre un passaggio. Arrivati al Campo Base ci sistemiamo e ceniamo davanti al fuoco. Buonanotte e a domani.   Giorno Secondo Mercoledì 28 Dicembre   Sveglia alle ore 07:30. Il tempo di mangiare pane e Nutella e si parte alla volta del Monte Cavo. Lungo la strada siamo passati per la celebre discesa che però è una salita. Già. A guardarla sembrerebbe una vera discesa quando in realtà ci si sforza come per una salita. Il tutto scientificamente provato facendo rotolare una borraccia per terra, che sembra magicamente rotolare nel verso sbagliato. Giunti all’inizio della Via Sacra si comincia un bellissimo tratto di antico basolato romano in cui un ciclista ci avverte di stare attenti ai serpenti. Lungo la strada Marta è prossima allo svenimento circa quattro volte, Marianna ha il ginocchio dolorante e Luigi ha la febbre ma per il resto tutto procedeva senza problemi. Arrivati in cima siamo entrati all’interno di un complesso militare salendo di molto per poi arrivare ad un vicolo cieco. Torniamo al punto panoramico per il pranzo e incontriamo due arzilli signori di Roma ai quali illustriamo il progetto. Per il ritorno il basolato ricoperto di foglie
    Castelli Romani Team

    Team

    11 agosto 2017 0

    Mappe

    2 maggio 2017
    Ciò che segue è una guida alle strade e i sentieri che il gruppo ha percorso. Giorno 1 – Stazione di Castel Gandolfo –> consorzio di Monte Gentile (campo base) Usciti dalla stazione di Castel Gandolfo girare a destra, alla prima traversa a sinistra si sale verso il centro di Castel Gandolfo. Alla fine della salita, raggiunta una strada asfaltata, si arriva alla piazza prendendo una qualsiasi traversa, nella quale si possono ammirare il Municipio, il Palazzo Pontificio e la Pontificia Collegiata San Tommaso da Villanova. Dalla piazza si scende giù alla stazione e da lì si prosegue scendendo fino ad arrivare a Via dei Pescatori andando a sinistra. Alla fine della via sulla destra c’è un edificio abbandonato e poco più avanti un piazzale dove si gira a destra per arrivare alla spiaggia. Continuando lungo il litorale del lago, sul quale si affacciano numerosi impianti balneari e di noleggio, si imbocca un sentiero che costeggia l’intero lago. Andando avanti lungo questo sentiero e tenendo sempre il lago sulla destra si prosegue per svariati chilometri. Nella zona sud del litorale si inizia a salire lungo un sentiero segnato con nastri rossi sugli alberi, stando attenti a non prendere il sentiero che si incontra poco prima che porta ad una centralina elettrica. Il sentiero presenta una salita ripida e difficoltosa soprattutto in caso di forte umidità e pioggia, e al primo bivio che si incontra, poco dopo delle grotte naturali, bisogna girare a destra continuando a salire fino ad arrivare alla Via Francigena. Qui si gira a destra per arrivare alla Strada Provinciale 72b, alla quale si gira a sinistra. Si prosegue avanti mantenendo la sinistra sulla Strada Regionale 218 fino alla rotatoria, alla quale si imboccherà la seconda a destra per arrivare al consorzio di Monte Gentile dove è situato il nostro campo base. Giorno 2 – Consorzio di Monte Gentile –> Monte Cavo Dal consorzio di Monte Gentile raggiungere la rotatoria dove si imbocca la prima a destra per proseguire sulla Strada Regionale 218. All’incontro di una seconda rotonda si prosegue dritti prendendo quindi la seconda a destra. La strada comincia a salire e si deve girare a destra imboccando una strada asfaltata che sale per il Monte Cavo seguendo la segnaletica. Essa va seguita fino all’incontro di una strada in basolato romano sulla sinistra, la cosiddetta Via Sacra che proseguirà fino alla cima del Monte dove si trova una zona militare sulla cima. Poco prima della cima c’è un belvedere con una ringhiera e una siepe curata dove è possibile sostare e ammirare il paesaggio sottostante, sia il Lago di Albano che il lago di Nemi. Giorno 3 – Consorzio di Monte Gentile –> Lago di Nemi Usciti da un accesso secondario del consorzio si svolta a sinistra proseguendo per Via della Lega Latina fino ad arrivare a Genzano di Roma. Prendendo il Viale Giuseppe Mazzini si arriva a Piazza Dante Alighieri, da lì si scende verso il lago attraverso via Diana; dove si arriverà al Museo delle Navi.

    Programma

    1 maggio 2017
    Natale ai Castelli Romani PROGRAMMA Martedì 27 – Venerdì 30 Dicembre 2016 Giorno Primo Martedì 27 Dicembre Incontro dei partecipanti alla stazione di Roma Termini alle 08:00. Trasferimento in Treno da Roma a Castel Gandolfo. Arrivo previsto a Castel Gandolfo alle 09:00 e visita del paese. Giro del Lago di Albano e pranzo al sacco (10.5 km c.ca). Rientro al Campo Base alle 17:00 e spesa. Cena e pernottamento. Giorno Secondo Mercoledì 28 Dicembre Partenza a piedi dal campo base alle ore 09:00. In mattinata escursione lungo il percorso di Monte Cavo con pranzo al sacco (12 km c.ca). Rientro al Campo Base in serata. Cena e pernottamento.   Giorno Terzo Giovedì 29 Dicembre Partenza a piedi dal campo base alle ore 09:00. In mattinata visita al Museo delle Navi del Lago di Nemi. Escursione lungo il percorso del Lago di Nemi con pranzo al sacco (6.5 km c.ca). Rientro al Campo Base in serata. Cena e pernottamento.   Giorno Quarto Venerdì 30 Dicembre Partenza a piedi dal campo base alle 09:00. In mattinata escursione ad Ariccia (3 km c.ca). Visita del paese e pranzo al sacco. Nel pomeriggio escursione ad Albano Laziale (2 km c.ca). Visita del paese e partenza per Roma in treno. Arrivo alla stazione di Roma Termini. Conclusione del viaggio.

    Albano Laziale

    1 febbraio 2017
    Albano Laziale è un comune italiano di 41 705 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio. È uno dei comuni più importanti dei Castelli Romani, e il centro più animato commercialmente. Sede vescovile suburbicaria fin dal V secolo, storico principato della famiglia Savelli e dal 1699 al 1798 possesso inalienabile della Santa Sede, ospita anche la sezione distaccata del tribunale circondariale di Velletri. Il territorio di Albano è in parte incluso nel Parco regionale dei Castelli Romani. Il comune comprende due popolose frazioni: Cecchina e Pavona. Il territorio di Albano Laziale è con la sua estensione di 23,80 km² uno dei più grandi dei Colli Albani, precisamente il sesto dopo Velletri (112,21 km²), Lanuvio (43,91 km²), Rocca di Papa (40,18 km²), Rocca Priora (28,07 km²) e Marino(26,10 km²). Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d’Italia la maggior parte del territorio albanense è composta, similmente alle altre zone dei Colli Albani, da terreni classificati come v2. L’area di Castel Savello invece è divisa geologicamente in due parti: le pendici del colle sono zona v7, ovvero prodotto di un antico centro d’emissione di lava del Vulcano Laziale, la sommità invece è zona sc, scorie caotiche in grossi banchi. Il bacino di Valle Pozzo o del laghetto di Giuturna, sotto Castel Savello, risulta zona av. Sia nella zona della moderna espansione edilizia di Albano, tra Villa Doria, Cecchina e Vallericcia, che nell’altura del Colle dei Cappuccini è presente un terreno di tipo scp. La zona della località Roncigliano si differenzia dal contesto circostante in quanto zona sp: a Cecchina sono riconosciuti invece i peperini di Cecchina, che compongono un particolare tipo di suolo classificato come v’1. Una vasta fascia adiacente il cratere di Vallericcia, in località Perlatura, è nella zona v1. Ancora presso Cecchina sono classificate le lave di Cecchina, di composizione s. Dal punto di vista climatico il territorio rientra nel dominio del clima temperato mediterraneo con inverni miti, temperature autunnali superiori a quelle primaverili, estati ventilate. Nell’area dei Colli Albani, dunque anche ad Albano, si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei colli, rivolte verso il mare, verso sud sud-ovest, e la minore verso nord. Albano, trovandosi sulla traiettoria delle correnti umide tirreniche, risulta discretamente piovosa con 900–1 000 mm annui di precipitazioni. I venti spirano prevalentemente da sud e da ovest, più raramente da nord e da est. Normalmente la zona è battuta da venti di scirocco e libeccio, ma talvolta compare anche il ponentino, vento caratteristico della zona di Roma. Durante l’inverno invece si ha la presenza di tramontana e grecale, il primo proveniente dalla vasta pianura dell’Agro Romano. L’estate è calda e asciutta, l’inverno mite e piovoso senza, in genere, che vengano raggiunte temperatura eccessivamente basse. Ad Albano nevica piuttosto raramente e solo in presenza di un freddo generalizzato marcato. In estate le temperature possono raggiungere i 35 °C con punte di 37 °C in casi rari. La temperatura non ha mai raggiunto i

    Lago di Nemi e Museo delle Navi

    1 febbraio 2017
    Il lago di Nemi (in Latino: Lacus Nemorensis, o Speculum Dianae) è un piccolo lago vulcanico, posto tra Nemi e Genzano di Roma, poco a sud di Roma, a quota 316 m s.l.m. ben 25 metri più in alto del lago Albano, sui Colli Albani nel territorio dei Castelli Romani. Esteso per circa 1,67 km2, ha una profondità massima di 33 metri. Si tratta di un lago vulcanico dalle caratteristiche simili a quelle del lago Albano, rispetto al quale è notevolmente più piccolo. Dal punto di vista geologico, fa parte della zona detta complesso vulcanico dei Colli Albani (oppure del Vulcano Laziale). Secondo il rapporto di Goletta dei Laghi del 2009, il lago risulta balneabile per la sua interezza ad eccezione della zona antistante il Museo delle Navi. Rigogliosa è la coltivazione di fragole. Il lago di Nemi è l’unico lago italiano in cui vive il pesce re, specie sudamericana introdotta per favorire la pesca. Il lago era un apprezzato luogo di divertimenti e villeggiatura degli antichi romani. Tra l’altro, nelle vicinanze erano situati un bosco e un luogo di culto dedicati alla dea Diana; “Nemi” infatti prende il nome (e lo attribuisce anche al paese che sorge sopra di esso) dal Nemus Dianae, bosco sacro dedicato alla dea; l’edificio di età romana a lei dedicato, il tempio di Diana, sorgeva originariamente sulle rive del lago ma ora ne è relativamente distante per la diminuita capienza del bacino. L’emissario, anch’esso di epoca romana, nel suo tratto sotterraneo è lungo 1650 metri, passa sotto Genzano attraversando il recinto craterico del Vulcano Laziale e si riversa incanalato nella Valle Ariccia.   Il Museo delle Navi Nessun autore dell’antica Roma ha mai parlato delle navi. Se ne supponeva l’esistenza perché, già nel medioevo, accadeva che, di tanto in tanto, venissero pescati alcuni reperti archeologici. Si fecero diverse ipotesi sia sull’esistenza delle navi che su chi le avesse volute finché, tra i diversi reperti pescati, comparvero le cosiddette fistulae aquariae. Si trattava di grosse tubazioni in piombo che facevano parte di un impianto idraulico piuttosto costoso utilizzato dalle ricche famiglie romane per portare acqua corrente all’interno dei palazzi. Questi tubi erano ricavati da lastre rettangolari di piombo su cui si era soliti stampigliare il nome del proprietario, spesso il nome del liberto idraulico e a volte un numero progressivo. Da ciò si ricavò che appartenessero all’imperatore Caligola. Quando questi morì, presumibilmente, le due navi furono affondate, nel rispetto della condanna alla damnatio memoriae. Il primo tentativi di recupero fu voluto dal cardinale Prospero Colonna nel 1446. Il cardinale, signore di Nemi e uomo di vasta erudizione affidò il difficile compito a Leon Battista Alberti. Le operazioni di recupero delle navi ebbero inizio e furono descritte da Flavio Biondo da Forlì nella sua “Italia illustrata”. Leon Battista Alberti chiamò alcuni valenti nuotatori genovesi, i marangoni, che raggiunsero e, per quanto fu loro possibile, esplorarono la nave più vicina alla riva e ne riferirono la distanza e la profondità. Si costruì una piattaforma galleggiante e, con delle corde munite di ganci, si tentò