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    Progetto Giasone

    Nuovi Percorsi per giovani Europei.
    Un'iniziativa promossa dal liceo scientifico statale Talete di Roma.

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    Positano, Massa Lubrense e Sorrento

    5 Marzo 2020
    Positano, Massa Lubrense e Sorrento Ciao Carla, Buongiorno da Sorrento! Avevi ragione, così come mi avevi preannunciato, è una città molto suggestiva ed è quasi impossibile distinguere il mare dal cielo vista dall’alto. Siamo partiti la mattina da Positano dove alloggiavamo, e abbiamo percorso un sentiero attraverso i grandi limoneti che ci avrebbe portato a destinazione. Il profumo era inconfondibile e i colori della natura erano vivaci e allegri. Abbiamo incontrato per giunta molti pastori intenti nelle loro attività giornaliere dedite alla cura della casa, alla coltivazione e al pascolo. Verso la fine del percorso ad indicare che ci stavamo avvicinando alla città vi erano due madonne: Massa Lubrense e l’altra Sorrento affiancate da un pino centenario poiché in precedenza, come ci ha illustrato la guida locale, erano gli alberi che delimitavano i confini del territorio. Della città sai già tutto, abbiamo avuto del tempo a disposizione per visitarla in attesa del pullman che ci avrebbe riportato a casa. Non è stata una camminata faticosa al contrario delle altre giornate perché il sentiero era piuttosto pianeggiante, fatta eccezione per un tratto iniziale, e nonostante molti di noi portassero due zaini poichè si trattava di prepararsi per il ritorno non abbiamo avuto particolari inconvenienti. Non vedo l’ora di poterti raccontare meglio di persona, nel frattempo ti mando dei saluti con questa cartolina!! A presto FLORA E FAUNA Gli alberi più comuni che crescono in queste condizioni sono i lecci e gli ulivi ma anche i pini che, con le sue tre diverse specie (pino marittimo, da pinoli, d’Aleppo), popolano gran parte dei paesi della Costiera Amalfitana e Sorrentina. Una citazione particolare merita l’euforbia arborea che determina i colori del territorio nelle varie stagioni: verde in inverno, giallo in primavera e rosso all’inizio dell’estate.Visitare la Costiera Amalfitana significa poter ammirare questa specie, abbarbicata alle rocce di Capo d’Orso, che rappresenta l’unica palma che si sviluppa spontaneamente sulle coste del Mediterraneo. La palma nana testimonia un tipo di vegetazione ormai scomparso in questi luoghi per le mutate condizioni climatiche degli ultimi decenni. Una specie, quindi, molto rara da vedere per che chi vuole visitare la Costiera Amalfitana anche perché le sue foglie sono utilizzate per produrre scope o imbottiture particolari. Per quanto riguarda la Fauna della Costiera Amalfitana non abbiamo avuto la fortuna di incontrare molti animali. Molto belle sono state le giornate in compagnia di un cane che ci ha seguiti per tutto il giorno e che abbiamo chiamato Sire. I vecchi pastori della Costiera Amalfitana lo hanno sempre descritto come un animale schivo e aggressivo, ma anche pericoloso e feroce. Si tratta del tasso che compone la fauna assai differenziata dei boschi dei Monti Lattari. Anche i cacciatori lo temono dopo che molti cani da caccia sono stati feriti o uccisi dai suoi morsi e dalle sue unghiate. Mammifero carnivoro della famiglia Mustelidae, il tasso (nei paesi dei Monti Lattari, tra pastori, contadini e cacciatori è conosciuto come  ‘a Velogna) è una specie protetta e raggiunge il metro di lunghezza e quasi 15 chili di peso. Passa la giornata a dormire all’interno di una delle numerose tane che scava nel proprio territorio e

    Monte Molare

    5 Marzo 2020
    Monte Molare INQUADRAMENTO GEOGRAFICO: La costiera Amalfitana è il tratto di costa campana, situato a sud della penisola sorrentina, che si affaccia sul golfo di Salerno; è delimitato a ovest da Positano e a est da Vieri sul Mare. La Costiera Amalfitana è il tratto di costa a sud della penisola sorrentina ad ovest di Salerno. La penisola sorrentina è una penisola italiana protesa nel mar Tirreno nonché una delle principali mete turistiche della Campania. Sul lato che affaccia nel golfo di Napoli, costituisce la costiera sorrentina, mentre nel lato che dà sul golfo di Salerno forma la costiera amalfitana. È ricca di zone famose per le loro bellezze storiche e naturali. Tutte le località della penisola hanno una antica e consolidata vocazione turistica e sono conosciute in tutto il mondo. Il territorio è completamente attraversato dalla catena montuosa dei Monti Lattari, che degradando verso ilmare terminano con la località di Punta Campanella. Di fronte a Punta Campanella, c’è l’isola di Capri che un tempo era attaccata alla penisola sorrentina e attualmente ne rappresenta un ideale proseguimento. AREE PROTETTE: La Campania è ricca di favolosi paesaggi ed aree naturali incontaminate, dove flora e fauna meritano un trattamento speciale. Circa un quarto della superficie della regione è stato dichiarato area protetta, tra parchi, oasi, riserve naturali, riserve marine, riserve del WWF. Le più importanti sono i due Parchi Nazionali: quello del Vesuvio, tra Napoli e la Penisola Sorrentina, e quello del Cilento e Vallo di Diano, al sud della Campania. I Parchi Regionali sono più numerosi, uno dei quali è quello dei Monti Lattari, parte della Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana, che include anche la Riserva Naturale Valle dlle Ferriere a Scala. Tra le poche Aree Marine Protette citiamo il Regno di Nettuno, che circonda le isole di Ischia, Procida e Vivara, e Punta Campanella, attorno alla punta della Penisola So rrentina, che include l’Area Naturale della Baia di Ieranto. Ad esempio, una delle aree protette più importanti è il Parco Regionale dei Monti Lattari. Esso ha una superficie di circa 160 km² composta dalla catena dei Monti Lattari da cui prende il nome. Questo Parco Regionale copre la quasi totalità della Costiera Amalfitana, sfociando sul resto della Penisola Sorrentina. Le montagne rip Monte Molaride, che si tuffano a picco nel Mar Tirreno verso il Golfo di Salerno, ne disegnano gli unici paesaggi, punteggiati da piccoli villaggi che, hanno imparato a sfruttare le caratteristiche della combinazione di questi due elementi apparentemente contrastanti, mare e montagna. Tutti questi paesini sono collegati da una fitta rete di sentieri che trapassano l’intera penisola, un tempo l’unico modo per raggiungerli via terra, oggi invece sono molto apprezzati dagli escursionisti, ed il Sentiero degli Dei, che porta a Positano da Agerola, è il più famoso tra questi. GEOLOGIA: La costiera amalfitana rappresenta uno dei tratti più suggestivi della costa tirrenica, l’aspetto selvaggio e imponente delle indamente incise da vivaci torrenti, boschi mediterranei con essenze arboree di macchia. La geologia è costituita da successioni carbonatiche di età

    Il sentiero delle Sirenuse

    5 Marzo 2020
    Il sentiero delle Sirenuse Inquadramento Geografico della costiera Amalfitana Il comprensorio Amalfi, può venire descritto dalle seguenti variabili: Coordinate 40°38′00″N 14°36′10″E. Altitudine 6 m s.l.m. Superficie 5,7 km² Abitanti 5 084[1] (30-4-2017) Densità 891,93 ab./km² Frazioni Lone, Pastena, Pogerola, Tovere, Vettica Minore Comuni confinanti Agerola (NA), Atrani, Conca dei Marini, Furore, Scala Il limite geografico nord può venire individuato con lo spartiacque dei Monti Lattari mentre il limite meridionale è completamente individuato dalla linea di costa sul mare avendo ad est il comune di Atrani e ad ovest il comune di Conca de’ Marini. Il territorio comunale e caratterizzato dalla estrema acclività e movimentazione del rilievo solcato da profonde ed importanti incisioni torrentizie con recapito diretto sulla linea di costa con direzion L’idrografia dell’area è caratterizzata dalla presenza delle incisioni torrentizie con scarsa o nulla geranchizzazione con recapito diretto a mare; sicuramente degno di nota e per la sua posizione interconnessa all’abitato è il torrente Grevone il maggiore delle incisioni torrentizie. Diario di viaggio Mercoledì 3 aprile abbiamo tenuto la seconda gita di trekking in costiera amalfitana. Siamo partiti dall’albergo in prima mattinata con il transfer privato che ci ha portati fino a Sant’Agata. Da quie perfettamente ortogonale alla stessa (intorno nord-sud). Le quote maggiori sul livello del mare nell’ordine dei 800 m si riscontrano in corrispondenza dello spartiacque dei Lattari, che declinano a quota 0 (mare) con pendenze a volte importanti. ci siamo diretti verso il Sentiero delle Sirenuse, proseguendo in direzione del fiordo di Caprolla. L’escursione consisteva nell’ arrivare all’albergo proseguendo in direzione della Costa verso nord. Dopo circa un’ora o poco più di camminata purtroppo le condizioni meteo sono peggiorate a tal puntSentiero delle Sirenuseo da trovarci in mezzo al sentiero durante una vera e propria tempesta. A nostro parere questa situazione è stata molto importante a tutti per imparare come riuscire a gestire una situazione tale. Sfortunatamente una nostra compagna è rimasta infortunata con una botta al ginocchio provocata dall’urto con un sasso durante una caduta. Dopo ciò ci siamo trovati in una situazione di vero disagio poiché eravamo tutti completamente zuppi dalla testa ai piedi, infreddoliti con la pioggia che ci grondava continuamente addosso. Ci trovavamo a circa 20-30 minuti dall’albergo di distanza ma purtroppo abbiamo dovuto aspettare tutti che le guide, con l’aiuto di alcuni nostri compagni, riuscissero a portare la nostra compagna fino alla fine del sentiero incolume. La giornata si è conclusa con il rientro in albergo alle 5/6 di pomeriggio. Gli isolotti delle Sirenuse I tre isolotti delle Sirenuse fanno parte di un arcipelago, chiamato Li Galli appartenente al comune di Positano, collocato pochi chilometri a sud della penisola sorrentina. I nomi delle isole sono: Gallo Lungo, La Rotonda e Dei Briganti a nord della Rotonda. Gallo Lungo è la più grande delle tre ed è l’unica ad essere stata abitata fin dai tempi dei Romani: ha una forma allungata che si estende per circa 400 m con una larghezza variabile che verso il centro è di circa 100 m e verso la «testa» è

    Il sentiero degli dei

    5 Marzo 2020
    Il sentiero degli dei Lungo questo sentiero,che fin dall’antichità assolveva a un importante ruolo di collegamento, si svoglevano traffici commerciali della costa (positano) e gli insiedamenti dell’entroterra (altopiano di agerola). Si cammina lungo un ambiente sospeso tra guglie, profonde gole, dirupi e precipizi. Ci si possono trovare erbe aromatiche come il timo, la salvia, rormarino e la rucola. Diverse tertimonanze storiche dicono che questi luoghi sono stati conosciuti dai famosi viaggiatori del grand tour tra cui Goethe, altre storie narrano come il sentiero degli dei sia stato utilizzato da briganti e contrabbandieri che qui trovavano rifugio e sicurezza per l’inaccessibilità del luogo. GENTE DEL LUOGO La gente del luogo vive e lavra in sintonia con il paesaggio naurale, e a dorso di mulo o cavallo percorre solitamente circa due volte al giorno l’intero sentiero. Noi abbiamo fatto conoscenza con un allevatore di capre che vive là: Antonio. INTERVISTA AD ANTONIO  Noi: come è vivere qui?  Noi: tu di cosa ti occupi? ANT:noi produciamo latte di capra. Le quantità sono poche Facciamo anche il salame con i maiali da noi allevati.Produciamo pomodori,qpoiché la qualità è migliore rispetto a quella che si trova sul mercato.uindi siamo agricoltori e allevatori. Il nostro formaggio viene trattato con cura anche se la retribuzione è poca,non vorrei fare nessun altro lavoro. Noi: Se tu avessi la possibilità di cambiare totalmente vita e andare a vivere in una grande metropoli, lo faresti?  ANT: No, in città non riesco a stare per più di un paio di giorni. La città è troppo rumorosa ed io sono abituato al silenzio della montagna, l’unico rumore che c’è è il cinguettio degli uccelli. PERCORSO  Il percorso inizia da Bomerano (632m) una curva piega a destra in precipitosa discesa verso la cavita detta Grotta Biscotto dove questo cammino ha inizio su precipizi profondi circa 200m. Si raggiunge poi il Colle la Serra, con la presenza di un bivio ed un fontanile,qui cambia lo scenario del paesaggio e si aprono ampie vedute panoramiche con l’isola di Capri. Dal colle ha inizio un sentiero che porta fin giù all’abitato di Traiano, dal bivio continuando a salire a destra in direzione NE, si attraversa un’area detta “i cannati” . Se ti affacci, riesci a vedere Positano. Proseguendo a sinistra e in basso si apre uno stretto anfiteatro che scende ad imbuto su cui dominano decine di grotte: grandi e piccole, immerse nell’azzurro del mare e il verde dei boschi. Dopo gli ultimi tornanti caratterizzatida rocciose scale, il sentiero arriva alle prime case di Nocelle, dove termina il percorso. Poi si prosegue lungo una lunga discesa di circa 1800 gradini, che conduce al paese: positano. Dopo essere stati un po’ al mare, siamo risaliti dalle 1837 scale, abbiamo preso il pullman e siamo tornati.    

    Riflessioni

    2 Marzo 2020
    Attingenti Giovanni Mi chiamo Giovanni  fin da piccolo sono sempre stato a stretto contatto con la natura tanto che, nel corso del tempo è diventata una mia amica. Molte persone quando vedono qualche insetto ne hanno paura, io invece si potrebbe dire che ci faccio amicizia. Ho sempre giocato con formiche, lucertole, farfalle e cavallette cose che però io riuscivo, in un modo o nell’ altro, a controllare. Il progetto Giasone mi ha mostrato quella parte di natura incontrollabile e a tratti affetta da manie di protagonismo (la vista del monte molare). La grandezza delle montagne, l’aria fresca sono cose che, al tempo d’oggi, non è  scontato vedere. La natura ti fa sentire piccolo, quasi insignificante, ma purtroppo noi abbiamo la stiamo distruggendo e durante questo viaggio ho capito che essa ha molto più da offrirci che una “semplice” vista, la natura ci offre l’opportunità di metterci in gioco, di riscattarci e di far vedere al mondo chi siamo ed è questa, secondo me, la cosa più importante. Bassetto Mario Il Progetto Giasone è stato un progetto che ho adorato. Mi ha aperto un mondo . Mi è sempre piacuto camminare in mezzo alla natura, ma il modo in cui lo abbiamo fatto durante questa esperienza è stato speciale. Mi ha fatto capire che staccare completamente la spina aiuta, e che la natura è molto rilassante, specialmente se sei stressato. Ho anche imparato che spesso le cose non vanno come programmato , ma bisogna andare avanti e continuare, trovare una soluzione e uscirne, perché è possibile. È stata una grande esperienza ed i suoi frutti me li porterò dietro per un bel po’ di anni. Bellotto Ginevra La settimana dedicata a questo progetto ha significato molto per me è penso anche per tutti i miei compagni. È stato un campo scuola, quindi un’occasione per stare in stretto contatto con la mia classe ed i miei amici in un contesto non scolastico; tuttavia oltre questo è stata una settimana di nuove esperienze, una settimana in cui siamo stati tutti una grande famiglia nel bene e nel male, una bella occasione per imparare qualcosa al di fuori della scuola. E di cose ne abbiamo imparare tante: a partire dal rispetto reciproco, degli orari, delle persone che ci accompagnavano e soprattutto dell’ambiente circostante. Non è stato tutto rose e fiori ma ciò ha reso il tutto molto più interessante, ci sono state tante risate, momenti di gioia anche dovuti alla felicità dell’essere arrivati in fondo dopo ore di fatica, ma anche tanti momenti di difficoltà e crisi dove è uscito il nostro lato più timoroso. Devo essere sincera, i primi tre giorni nonostante il problema della pioggia, sono stati divertenti ed interessanti ma non hanno nulla a che vedere con la passeggiata del quarto giorno. È stata una giornata meravigliosa, abbastanza semplice ma che mi ha regalato delle emozioni uniche. La passeggiata nel complesso è stata facile e piacevole ma non mi sarei mai aspettata quello che ho trovato sulla vetta; siamo arrivati
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